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Cos’è l’Acustica in architettura?

L’Acustica in architettura si occupa del modo con cui il suono è generato, si propaga, è percepito, misurato e modellato all’interno di ambienti confinati.
Per ambiente confinato si intende un’abitazione, un ufficio, un negozio, un reparto industriale, una biblioteca, un auditorium, un teatro, un terminale per mezzi di trasporto, ecc.
Il Tempo di Riverbero è il parametro più importante impiegato per descrivere l’acustica, ma anche altri parametri, quali la qualità della musica e l’intelligibilità del parlato che sono altrettanto importanti.
Le misure sono impiegate per validare le nuove costruzioni e per risolvere i problemi di quelle già esistenti.
Il modello di acustica è impiegato per pianificare le nuove costruzioni e per indagare sulle modifiche da apportare a quelle già esistenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEFINIZIONE DI ECO:

In fisica e acustica l'eco  è un fenomeno prodotto dalla riflessione di onde sonore contro un ostacolo che vengono a loro volta nuovamente percepite dall'emettitore più o meno immutate e con un certo ritardo rispetto al suono diretto. Tale ritardo non dev'essere inferiore ad 1/10 di secondo. Al di sotto di tale valore non si può più parlare di eco, ma di riverbero. Un tipico esempio di riverbero è quello prodotto in una stanza dalla riflessione di onde sonore sulle pareti perimetrali.

Si parla propriamente di eco quando le singole riflessioni dell'onda sonora sono percepite distintamente dall'ascoltatore.
In termini più generali, l'eco può essere definita come un'onda che viene riflessa da una discontinuità nel mezzo di propagazione, e che ritorna con una intensità e ritardo sufficiente per essere percepita.
L'intensità viene generalmente misurata in decibel (dB)

DEFINIZIONE DI RIVERBERO:

In fisica e acustica il riverbero è un fenomeno acustico legato alla riflessione dell'onda sonora da parte di un ostacolo posto davanti alla fonte sonora. Il riverbero ha aspetti negativi, come il rischio di mascheramento delle sillabe del parlato o del fraseggio musicale, e positivi, come il rinforzo dell'intensità della sorgente, a seconda della ricombinazione in fase e o controfase dell'onda riflessa con quella emessa dalla sorgente (interferenza tra onde).

Presupposti:

L'orecchio umano non riesce a distinguere due suoni se essi sono percepiti a meno di 0.1 secondi di distanza uno dall'altro.
La velocità del suono nell'aria a 20 °C è di circa 340 m/s.
La fonte sonora e l'ascoltatore si trovano nello stesso punto di fronte all'ostacolo.

Dati questi presupposti, in uno spazio aperto si può parlare di riverbero quando l'ostacolo si trova a meno di 17 metri dalla fonte del suono. Fino a tale distanza, infatti, il percorso dell'onda sonora (dalla fonte all'ostacolo e ritorno) sarà inferiore a 34 metri e quindi il suono impiegherà meno di 1/10 di secondo per tornare al punto di partenza confondendosi nell'orecchio dell'ascoltatore con il suono originario.
Se l'ostacolo si trova a più di 17 metri di distanza dalla fonte, allora suono diretto e suono riflesso distano tra loro di più di 1/10 di secondo risultando quindi come due suoni distinti. In questo caso si parla di eco.
In uno spazio chiuso ampio come ad esempio una chiesa, a seguito di un suono secco si possono udire le innumerevoli riflessioni delle estese pareti che decrescono di intensità fino al silenzio.
La riverberazione dipende dalla dimensione dell'ambiente e dalla natura delle pareti investite dal suono. Materiali diversi hanno coefficienti di assorbimento diversi. Inoltre, le riflessioni su pareti di tipo diverso hanno intensità diverse a frequenze diverse.